Cinica Guida alla Fiera dell’Artigianato

Che cos’è:

Ogni anno la Fiera dell’Artigianato porta a Milano artigiani da tutto il mondo o quasi: non vi aspettate lo stand della Corea del Nord o della Transnistria o potreste rimanere delusi.

Come arrivare:

Saltate i tornelli della metro per non pagare il biglietto extraurbano da 2,50 euro; all’uscita sono sempre presenti quattro o cinque controllori, non vi spaventate: fate andare avanti la massa di persone che avete attorno e passate con nonchalance mentre le guardie ATM controllano i documenti di viaggio delle mille persone davanti a voi.
Un altro mezzo per arrivare è il passante ferroviario, lì difficilmente troverete controllori e alla stazione di Rho Fiera – adiacente e collegata con quella della M1 – non troverete nemmeno un tornello sul vostro cammino. Il passante è fortemente consigliato per un ritorno alla portoghese visto queste sue caratteristiche.

Altrimenti comprate il biglietto, non sarò certo io a dissuadervi dal seguire la via della legalità.

Una volta a destinazione:

Arrivati buttatevi in un padiglione a caso, tanto c’è troppa gente ovunque e non capirete un cazzo. All’ingresso di ogni zona vi è una sorta di ufficio informazioni dove potete prendere una mappa dell’area, cosa che non consiglio di fare: aprire la mappa in mezzo alla folla è un’impresa come lo è capire dove siete al momento della consultazione, inoltre le mappe sono fatte apposta per rendere vano ogni tentativo di richiuderle, vi ritrovereste con un pezzo di carta in tasca che si divincola per aprirsi.

Dentro i padiglioni la temperatura si aggira intorno ai 30 gradi, con picchi di 40 vicino alle cucine orientali, letali – insieme all’odore di fritto – per qualsiasi uomo adulto in salute. Vi consiglio quindi di non vestirvi pesante: evitate cappellini, sciarpe, guanti e ombrelli poiché rischiate solo di perderli oltre che di doverli tenere in mano tutto il tempo.

La Fiera dell’Artigianato è cinica e obiettiva, siatelo anche voi: gli stand migliori sono quelli italiani, francesi, spagnoli e tedeschi. In questi troverete, oltre che ad un maggior numero di venditori, ottimo cibo e ottime merci. So che la vostra cultura superiore e la vostra apertura mentale da radical chic vi dicono di visitare lo stand del Tibet e quelli africani ma, a meno che non abbiate voglia di stronzate di legno sovrapprezzate al limite dell’inflazione o di cibi dalla dubbia certificazione doganale, evitateli.

Il Cibo

Lo ammetto, ogni anno che vado in fiera torno con la pancia piena, il portafoglio vuoto e null’altro da portare a casa che non sia già finito nel mio stomaco – fra queste cose annovero anche una biglia di legno ungherese che ingoiai per sbaglio due anni fa, ma questa è un’altra storia…
Prima di spendere soldi per un pasto caldo vi consiglio vivamente di farvi un giro di assaggini a scrocco, il posto migliore è senza dubbio l’Italia, in particolare gli stand delle regioni del Sud dove, oltre ad ottimo cibo, troverete dei personaggi a servirvi che nemmeno Plauto avrebbe osato descrivere.
L’ultima volta mi sono imbattuto in un venditore di salami siciliani che mi ha fatto provare di tutto e di più facendomi notare, tra gli altri sapori, come il salame ai funghi contenesse una nota di “patata” della boscaiola che tagliava la legna vicino a dove questi erano cresciuti. Non voglio immaginare che richiamo utilizzava per le clienti che sciaguratamente finivano ad assaggiare salami al suo cospetto. I salami erano tutti deliziosi comunque, soprattutto quello ai funghi.
Dopo questo tour di assaggini, buttatevi sul primo panino con le panelle che vedete: sono ottimi e a Milano è quasi impossibile trovarne di così buoni.
Per rinfrescarvi dopo il panino fate un salto in Germania per una bella birra bionda servita ghiacciata e ammirate il cibo crucco che vi viene offerto: carne, patate, crauti, wurstel, salsicce ecc.
Ottime birre possono anche essere acquistate nella zona spagnola dove, insieme all’ottimo cibo che non sto qui ad elencarvi, vi sono anche “chicas” pronte a tirarvi in mezzo fino a vendervi la peggiore birra artigianale spacciandovela per la migliore del mondo. Così è successo a me ad uno stand di un birrificio valenciano, le birre erano un po’ una schifezza ma la ragazza che me le ha fatte provare prima di farmi scegliere quale prendere, beh, meglio della boscaiola.
Si, in Francia sono ricchioni ma cucinano bene e, se fate proprio gli intenditori, potreste anche riuscire ad assaggiare qualche goccio di vino offerto dalla casa. Che volete di più?
Ammetto che durante la mia ultima visita, accantonato per un attimo il mio stoico e atavico eurocentrismo, sono uscito dall’Europa per provare un panino brasiliano: il Panino Picanha. Insomma, un kebab con una marcia in più: la carne di ottima qualità e una ragazza che te lo serve stando ben attenta a mostrarti i glutei per tutto il tempo che te lo prepara. Meglio di un “Gombleto zenza scipolla” detto dal kebabbaro sotto casa mia che, senza nulla togliere al kebab in se, in sette anni non ha ancora imparato l’italiano – o almeno a dire correttamente “cipolla”.
Gli stand russi sono i peggiori: caviale a prezzi esorbitanti, vodka ancora più costosa e ragazze tanto belle quanto scortesi. L’unico modo per farci conversazione o essere trattati gentilmente, oltre al cacciare fuori un centone, è parlarci in russo. Dopo un “привет, как дела девушка?” si ammorbidiscono e qualche sorriso ve lo fanno pure. Ma voi il russo non lo sapete, quindi o mostrate un arcobaleno di banconote o c’è sempre lo stand del Kenya che vi aspetta.
Prima che vi venga anche solamente il pensiero la risposta è no: allo stand olandese non vendono nulla da fumare. Quindi evitate di indicare le piantine che hanno in vendita chiedendo: queste vanno in idroponica? Perché l’ho già fatto io e la risposta è stata no. Con sguardo serio: NO.

E basta poi

Ora dovete per forza essere distrutti, il cibo, la birra, lo slalom fra i vecchi che camminano indietro nel tempo da quanto vanno piano e il caldo tropicale devono avervi stremato. Prendetevi qualche minuto di pausa sulla passerella sopraelevata, rilassatevi, fumate una sigaretta e respirate un po’ d’aria fresca. Bene, ora potete prendere la M1 o il passante per tornare a casa.

p.s. se prendete la multa per non aver pagato il biglietto non venite a lamentarvi, si vede che non avete seguito bene le mie istruzioni… o che avete comprato qualche amuleto porta sfiga nello stand del Congo.

artigiano_000_600-458_resize

Annunci

Informazioni su jack rebussi

Milano, 1994. Amo Milano anche se l'ho tradita con Londra per sei mesi prima di iscrivermi all'università. Che poi in "università" vera e propria non posso dire di essermi iscritto, cioè, alla fine mi danno una laurea ma la Civica Scuola Interpreti e Traduttori è una cosa un po' a parte e non mi dispiace.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...